Stefano Denna

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Giovanni Rana: come trasformare un piccolo pastificio in un’azienda internazionale
Stefano Denna
07/12/2015

Questo lunedì parliamo di un imprenditore che, partito con un laboratorio artigianale, è riuscito a trasformare la sua attività in un business diventando l'emblema della pasta fresca sia in Italia che all'estero. Scopri quali caratteristiche gli sono state utili per raggiungere questo obiettivo!

Stefano Denna

Il Natale è alle porte e cosa si fa di solito in questo periodo dell'anno oltre a comprare regali per le persone alle quali vogliamo bene, addobbare allegramente le nostre case e pensare a dove trascorrere il capodanno?

Tutti in coro: "Mangiare!"

Bene e quindi questa volta ho scelto un personaggio in linea con l'atmosfera e le tradizioni tipiche di dicembre e che di cibo, pasta fresca ripiena in modo particolare, se ne intende da oltre cinquant'anni!

Scommettiamo che a fine lettura avrete l'acquolina in bocca? Sono curiosa, fatemelo sapere commentando più sotto!

Ok, partiamo... scoprendo subito che Giovanni Rana viene dal Veneto - lo abbiamo saltato due settimane, è troppo! - e non dall'Emilia come si potrebbe pensare visto il settore nel quale ha sviluppato il suo business. Il "maestro del tortellino" è nato infatti a Cologna Veneta, vicino a Verona, nell'ottobre del 1937. Ultimo arrivato in un clan con già cinque figli, nel 1950 entra giovanissimo nell'attività di famiglia imparando la panificazione. I suoi fratelli infatti hanno un forno a San Giovanni Lupatoto e lui li aiuta andando anche a consegnare il pane ai clienti. Vai oggi, vai domani il ragazzo nota che i negozi che visita vendono i tortellini, fatti con gli avanzi. Da curioso e acuto osservatore qual è sempre stato si informa, chiede come vanno le vendite e scopre che c'è un mercato fiorente: le donne che lavorano nelle fabbriche vicine non hanno più tanto tempo per cucinare e così vedono nella pasta fresca già pronta la loro salvezza!

Giovanni inizia a farci un pensiero finché un giorno la mamma, vera guida della famiglia dopo la morte del marito avvenuta quando lui ha nove anni, decide di spronare i figli a prendere la loro strada in quanto il forno non basta come unica fonte di sostentamento per tutti.

Un fratello rimane a fare il pane, un altro diventa pasticcere, un altro ancora commercializza acque minerali... e il più piccolo, considerato il più vivace e perciò inaffidabile, quale decisione annuncia?

Di andare a impastare i tortellini!

"Questo è matto!"

esclama la mamma e invece no, non lo è affatto e anzi ha le idee ben chiare sul suo futuro!Giovanni Rana e il suo Guzzi per i tortellini

Insomma un po' per sfida nei confronti della famiglia un po' perché ha già "fiutato" l'opportunità nel 1959 comincia a farli a mano per un negozio e a consegnarli con un motorino - il suo "Guzzino" - munito di cesto posteriore.

Un uomo con il mattarello e le mani "in pasta"... Nel mondo di oggi ci sono tanti cuochi, anche famosi, mentre nel contesto sociale di fine anni '50 e inizio anni '60 in effetti poteva suonare strano!

Comunque Giovanni, indipendente e allergico a farsi "comandare" sul lavoro, dopo aver imparato la tecnica nel 1962 apre un suo laboratorio artigianale per la produzione di tortellini e pasta fresca gestendolo con la moglie, oggi ex, Laura Murari.

E' successo, il sogno accarezzato mentre consegnava il pane è diventato realtà!

Quali sono quindi gli elementi che hanno aiutato Rana in questa prima fase?

Lo spirito d'osservazione, il saper cogliere l'opportunità, l'apprendimento e la voglia di mettersi in gioco, prendete nota amici lettori!

L'evoluzione del pastificio "Giovanni Rana"

"Inizialmente ho messo il cuore ma anche la bocca, il sapore... la passione, la volontà di fare un prodotto sempre genuino, sempre buono..."

(cit. Giovanni Rana)

E la pasta fresca prodotta nel suo piccolo laboratorio è talmente buona che i clienti aumentano a dismisura e le mani per prepararla non bastano più. Giovanni allora, con il supporto di un'azienda del settore, inventa la prima macchina industriale ad essere utilizzata in assoluto per i suoi prodotti. Si tratta di un modello non solo in grado di preparare 10 kg di pasta all'ora ma di riprodurre addirittura i movimenti umani per mantenere lo stesso livello qualitativo!

La qualità per lui è infatti più di un valore, è un qualcosa di imprescindibile per creare un rapporto di Giovanni Rana e i suoi tortellinifiducia con i suoi consumatori facendo loro arrivare il messaggio che "è genuina come quella fatta a casa da loro". Anche la scelta di usare direttamente il suo nome e non uno di fantasia va in questa direzione contribuendo alla percezione di lui come di "un amico fidato, uno di famiglia e di casa". Facendo un salto temporale - potere della scrittura! - e arrivando a fine anni '80 ritroviamo questi concetti nella pubblicità televisiva.

Vi ricordate gli spot con Giovanni Rana che sogna di parlare dei nuovi ripieni dei suoi "Sfogliavelo" con personaggi del passato?

Ecco cosa l'ha spinto a "metterci la faccia", a farci scoprire il suo volto rassicurante e che ispira bontà:

"Vado in televisione e spiego ai miei consumatori cosa faccio io. Nessuno meglio di me può farlo!"

(cit. Giovanni Rana)

Esatto e infatti l'idea ha funzionato permettendogli di entrare anche nei nostri cuori oltre che nelle pance!

Non siamo più nel piccolo laboratorio degli anni '60 ma in un'azienda strutturata che è riuscita ad arrivare sulle tavole di tutta l'Italia a suon di tortellini - e attualmente anche di pasta lunga ripiena, lasagne, gnocchi e sughi freschi - e perciò attira gli sguardi di realtà ancora più massicce. "Star", "Nestlé", "Barilla"... tutte a cercare di convincere il nostro mastro pastaio a vendere ricevendo sempre in cambio un bel due di picche!

La "Giovanni Rana" rimane quindi nelle mani di chi con tanto amore e tanta passione ma anche

"Impegno, lungimiranza, onestà, perseveranza, buona volontà... se vengono a mancare... puoi avere l'intelligenza, puoi avere l'astuzia ma se mancano quelle... è la base di tutto l'essere umano, la ricchezza di un essere umano."

(cit. Giovanni Rana)

l'ha portata a diventare il pastificio leader in Italia!

Aggiungiamo anche un pizzico di fortuna e bravura e un chilo di tenacia e forza di andare avanti anche nei momenti di scoraggiamento e abbiamo la ricetta precisa dell'atteggiamento mentale che ha trasformato un ragazzo con il motorino e la cesta in un imprenditore di prim'ordine!

Beh certo, è anche goloso e mangione e non può essere altrimenti dato che quando l'attività è ancora piccola è lui a fare tutti gli assaggi e a decretare se un prodotto rispetta gli standard di sapore e gusto da lui ricercati.

E adesso invece?

Adesso che i suoi collaboratori sono più di 2000 c'è un gruppo di ragazzi che forte degli insegnamenti del fondatore, sentendosi un po' come i figli ai quali è stato trasmesso qualcosa e al grido di "Orgogliosi di farli bene" e "Io sono Giovanni Rana", attuali slogan, si occupa di verificare, testare, assaggiare tutte le materie prime - prosciutto, speck, stracchino, grana padano solo per citarne alcune - prima di utilizzarle nella filiera produttiva. Inoltre a ciascun fornitore viene richiesto di realizzare un prodotto in linea con i valori aziendali e di mantenerlo inalterato nel tempo.

Unire il sistema di lavorazione industriale alla tradizione e all'artigianalità originarie con uno sguardo rivolto sempre anche alle nuove tendenze - pensiamo ad esempio alle ricette vegetariane e vegane - ed esigenze nel campo alimentare: ecco la sfida vinta da Giovanni prima e ora dal figlio Gianluca, che è l'artefice dell'apertura internazionale del pastificio.

Oltre ai quattro stabilimenti italiani, infatti, ce ne sono uno in Belgio e uno negli Stati Uniti, grazie ai quali l'azienda è presente inGiovanni Rana impasta i tortellini 37 paesi e vanta il primo posto in Europa nel settore!

Va da sé che in ogni mercato i tortellini & co. si adeguano al gusto e alle usanze locali...

Come Giovanni racconta in una intervista a New York, dove ha aperto un ristorante, le persone arrivano ad ogni ora della giornata, mangiano enormi quantità di pasta e quando la comprano al supermercato vogliono i pacchi da un chilo - alla faccia dei nostri da 1 etto e 25 per le confezioni più piccole - e i ravioli in un formato più grosso! Gli americani - questi golosoni - hanno premiato quindi l'audacia e il coraggio di entrare in un mercato nuovo e completamente diverso portando un fatturato di 110 milioni di dollari in un anno e mezzo!

Ciò ci conferma due cose amici lettori.

La prima: quando si scelgono collaboratori di alto livello dando loro la possibilità di esprimersi, di proporre nuove idee e che lavorano con la tua stessa gioia e passione, quando la qualità e le materie prime diventano un valore aggiunto, quando ci si focalizza sull'innovazione rispettando la tradizione, quando si crede nella forza del brand e nella fiducia che è in grado di ispirare...

...allora non c'è crisi che tenga e si può crescere in Italia del 4% e in Europa dell'8%!

La seconda:

"Credete a me, le buone idee, quelle buone davvero, partono e poi volano da sole. E se sono sostenute da quelli che ci credono crescono, diventano grandi e arrivano lontano, molto lontano!"

(cit. Giovanni Rana)

E non si può che essere d'accordo con lui, simpatico, chiacchierone, amante del liscio e di Jovanotti - due generi un po' diversi, chissà come mai queste scelte! - e ancora stupito di essere arrivato a questi livelli.

Un'ultima curiosità: sapete che ha scritto pure un libro?

Non di ricette classiche ma "La mia ricetta per la serenità" in quanto

"Far star bene anche gli altri perché l'importante è vedere anche la gente che sta bene, la gente che ti sta attorno (..) Per essere sereno te bisogna che sia giusto anche per gli altri..."

(cit. Giovanni Rana)

Già, è il principio di ecologia degli obiettivi che chi di voi frequenta il Fly conosce e applica!

Bene, allora sono riuscita a mettervi appetito?

In caso di risposta negativa ci pensano Giovanni e i suoi ragazzi: potete infatti fare richiesta di visitare l'azienda e di vedere come nascono i prodotti e se non vi viene voglia di tortellini lì...!

Articolo di: Romina Mattoni


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