Stefano Denna

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Ruggero Bauli: la sorprendente vita del pasticcere famoso per il suo pandoro
Stefano Denna
14/12/2015

Mancano ormai pochi giorni al 25 dicembre e per farvi gli auguri in modo speciale abbiamo scelto un personaggio che, dopo varie vicissitudini, ha fondato l'azienda che porta il suo nome e che per tradizione associamo ai nostri momenti di gioia e di golosità in questo periodo.

Felice Natale a tutti voi da parte mia e dei collaboratori dei centri Fly di Rimini e Bologna, vi aspettiamo in gennaio per iniziare il nuovo anno con energia definendo i vostri obiettivi da raggiungere per il 2016!

Stefano Denna

Più un personaggio ha una storia particolare e più è affascinante scoprirne la vita e gli insegnamenti che possiamo trarne per noi, siete d'accordo vero?

Bene perché Ruggero Bauli, il cui nome è per definizione sinonimo di uno dei dolci simbolo del Natale, è uno di quelli ed è questo aspetto che mi ha definitivamente convinta a scegliere proprio lui per inviarvi dei fantastici auguri e ringraziarvi per l'affetto con il quale mi seguite.

A  differenza delle volte precedenti userò meno citazioni e la foto del figlio per un motivo semplice: il nostro imprenditore è nato a Nogara - non c'è bisogno che vi dico la provincia, vero? - nell'aprile del 1895 e ci ha lasciati nel giugno del 1985 per cui nel suo mondo le interviste e il web proprio non esistevano.

Facciamo finta quindi di avere una macchina del tempo e di andare indietro agli anni '10 del secolo scorso. Siamo a Verona e un giovane ragazzo, figlio di un gestore di un panificio - pasticceria, viene mandato dal padre ad imparare l'arte pasticcera in un negozio della centralissima piazza Bra. Detto in altre parole va a fare l'apprendistato, che è interrotto dallo scoppio della prima guerra mondiale e dalla sua chiamata alle armi. Per sua fortuna viene scelto come guidatore di camion e non come combattente nel fango delle trincee e così nel 1917 riesce a sopravvivere alla disfatta di Caporetto, che certamente tutti abbiamo studiato a scuola!

Alla fine del conflitto Ruggero Bauli torna quindi a casa e con i soldi del congedo e un prestito famigliare qualche anno dopo, esattamente nel 1922, apre il suo primo forno a Verona iniziando artigianalmente la produzione di un dolce soffice, gustoso e dal cuore giallo, al quale deve il suo nome "pan de oro" unito poi in pandoro.

Esisteva già il pandoro oppure l'ha inventato lui?

La prima che ho scritto e infatti se ci pensate bene esiste un altro nome a contendere il mercato alla Bauli...

Il fatto è che Ruggero, come afferma l'attuale presidente dell'azienda nonché figlio Alberto, ha un obiettivo ben preciso in testa nonché una motivazione di quelle toste:

"La molla era l'ambizione di fare qualcosa che fosse il capolavoro della pasticceria!"

(cit. Alberto Bauli)

L'attività però non raggiunge il successo sperato a causa dell'impoverimento del mercato e della difficoltà a trovare le materie prime e così il nostro intrepido trentenne prende una decisione destinata a cambiare la sua situazione finanziaria e professionale per i successivi dieci anni.

D'altronde noi lo sappiamo che è nel momento delle decisioni che si forgia il nostro destino, vero?

Certo, quella di Ruggero Bauli è radicale: nel 1927 chiude il forno e si imbarca per l'Argentina con tutte le sue attrezzature da pasticceria, che non assicura in quanto la nave è... un rottame! Sì, avete capito bene: la "Principessa Mafalda", questo il suo nome, è al suo ultimo viaggio prima di venire smantellata e quindi gli riconosco di aver avuto il coraggio di salirci, io non le avrei dato così tanta fiducia..

...e avrei avuto ragione!

Accade infatti che a 148 Km - 80 miglia nautiche - dalle coste brasiliane l'elica si stacca di netto perforando lo scafo. Non c'è niente che si possa fare, il naufragio è segnato... Ruggero, che dalla posizione di poppa ha visto tutto e che non sa nuotare, indossa prontamente il salvagente e si getta in mare, dove rimane per ben due ore - bisogna dargli atto di avere un grande attaccamento alla vita nonché resistenza e sangue freddo! - prima di venire miracolosamente pescato con la rete da una delle navi accorse in soccorso. Sembra una scena, un po' meno romantica, tratta dal film "Titanic", transatlantico che tra l'altro è affondato pochi anni prima!

Anche questa volta il destino ci ha provato ma non è riuscito nell'intento: il sig. Bauli, tanto per parafrasare il titolo di un film di Hitchcock, è sopravvissuto due volte nel vero senso del termine!

E ora?

Ora è a Rio de Janeiro - dove molti vorrebbero essere al posto del clima freddo invernale dicembrino, ammettetelo! - senza un soldo né le sue attrezzature, scomparse in fondo al mare.

Pensa Ruggero, pensa a come può fare per uscire da quella situazione...

...e se ci facciamo le domande nel modo giusto la nostra mente ci dà le risposte che cerchiamo!

Qual è uno dei suoi talenti? Guidare, lo aveva fatto durante la guerra...

Inizia così a fare il taxista per 6 mesi per poi trasferirsi finalmente a Buenos Aires e continuare a fare il suo mestiere. E' il migliore della squadra e in poco tempo lo mettono a capo di ben 40 pasticceri. Il suo stipendio è cresciuto tant'è che riesce a mettere da parte dei risparmi, che gli servono per tornare a Verona nel 1937. Già perché l'Italia gli è rimasta nel cuore ed è qui che vuole formare una famiglia e soprattutto riprendere l'attività.

Che vita rocambolesca, vero? Ve l'avevo preannunciato!

Si sposa quindi con Zina, con la quale ha cinque figli, e apre un nuovo laboratorio artigianale proprio in piazza Bra. Questa volta gli affari vanno a gonfie vele e negli anni '50 fonda l'azienda che porta il suo nome e che nel decennio successivo arriva a contare 3 dipendenti e 17 operai.

Passione, creatività, voglia di riuscire ad ogni costo, perseveranza, forza d'animo: Ruggero Bauli non si fa mancare nulla e anzi è luiBrand pandoro Bauli old style a decidere il design della confezione a forma conica che riporta ancora in bianco la sua firma originale. C'è da dire che sul colore invece sono stati proprio Alberto e sua sorella ad essere decisivi. Un giorno infatti i bambini accompagnano il padre alla cartotecnica che lavora anche per Motta e Alemagna, concorrenti con i loro panettoni dalle confezioni blu intenso uno e azzurra l'altro. Osservando queste tonalità e appoggiando poi lo sguardo verso il loro pandoro, venduto in una confezione viola scuro - bruttissimo racconta Alberto in una intervista - i due suggeriscono e ottengono di schiarirlo, come Alemagna aveva fatto con il blu, e farlo diventare un lilla delicato, fine ed elegante che sa di pasticceria e preannuncia ai nostri sensi il profumo del pandoro, dolce raffinato, di classe e anche bello da vedere perché, come si dice, anche l'occhio vuole la sua parte!

Ok, ora come nel film "Ritorno al Futuro" risaliamo sulla nostra macchina del tempo e trasportiamoci a Castel D'Azzano per il Natale 2015. Qui ha sede uno dei 5 stabilimenti dell'azienda, gli altri sono sparsi nel nord Italia in quanto la Bauli è oggi un gruppo che vanta nel proprio carnet marchi storici come i vecchi concorrenti Motta e Alemagna, Doria e Bistefani. Occupandosi quindi anche di croissant, biscotti e crackers ha potuto espandersi con più facilità all'estero e vanta una presenza in ben 80 paesi, tra i quali uno che nessuno di noi si aspetterebbe mai.

Sapete qual è? L'India!

Ebbene sì, tra Calcutta e Mumbai ci sono 150 negozi e il brand ha investito su impianti per la produzione di croissant!

In Italia invece Bauli vanta una produzione di circa 9 milioni di pandori durante il periodo natalizio con il 32% di quota di mercato e soprattutto una fiducia e una riconoscibilità da parte dei clienti a livelli alti. Insomma ci fidiamo e riconosceremmo spontaneamente il prodotto anche ad occhi chiusi, potere del lilla e dell'atmosfera accogliente, calorosa, magica e famigliare che il brand, grazie anche alla pubblicità televisiva, è stato in grado di creare.

Chi infatti non associa la Bauli ai momenti di gioia, di festa, di felicità?

"A Natale, a Natale si può dare di più... A Natale, a Natale si può amare di più... A Natale puoi..."

(cit. canzone pubblicitaria Bauli)

Ecco, appunto...

Beh è pur vero che l'attenzione al prodotto dal punto di vista delle materie prime e della qualità è eccellente in quanto

"La Mission di Bauli è mettere a punto processi industriali che valorizzino l'artigianalità di prodotti Made in Italy unici come il pandoro e il panettone"

(cit. Alberto Bauli)

Sapete ad esempio che la lievitazione è tutt'ora naturale, dura 30 ore e che la pasta madre viene preparata con acqua purissima eAberto Bauli e i suoi prodotti farina selezionata come ai tempi di Ruggero?

Come per Giovanni Rana la sfida, vinta con 1350 collaboratori dal forte senso di appartenenza e 456 milioni di euro di fatturato nel 2014, è stata quella di mantenere la ricetta originale e la qualità artigianale usando l'innovazione e la tecnologia per produrre su vasta scala.

E per Natale 2015 che sorpresa ci ha riservato la Bauli?

Un temporary store - cioè un negozio creato appositamente per questo periodo - a Milano e uno a Verona dove acquistare, anche online, 5 specialità a tiratura limitata che fanno parte della collezione "Ruggero Bauli". E per chi vuole spingersi oltre si può far consegnare il pacco a casa con tanto di dedica personalizzata!

Se non avete ancora deciso cosa regalare vi ho dato un'idea del tutto legata alle emozioni, che il brand ama per creare rapporto e un legame affettivo con i suoi clienti.

L'emotività è anche uno dei motivi che hanno spinto Alberto Bauli a tenere nelle sue mani le redini in quanto

"Ho ricevuto molte proposte ma non ho mai avuto ragione di accettarle. L'azienda porta il nome di famiglia e dunque il coinvolgimento emotivo è molto forte."

(cit. Alberto Bauli)

Giusto Alberto, la Bauli è un orgoglio italiano e noi siamo contenti che rimanga tale... per continuare a mangiare le tue prelibatezze preparate come da tradizione!

Buon Natale amici lettori, ci ritroviamo a gennaio per fare del 2016 il nostro "Best Year Yet"!

Articolo di: Romina Mattoni


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