Stefano Denna

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Amelia, un cuore tra le nuvole
Stefano Denna
17/11/2014
Categoria:

Amelia Earhart 1

“Iniziamo anche questa settimana traendo ispirazione da una Donna straordinaria.
I protagonisti di questa storia sono il coraggio e il sogno.
Tu che sogno avevi da bambino?
Cosa volevi realizzare?”
Stefano Denna

Amelia nasce nel 1897 nel cuore degli Stati Uniti di Inizio secolo.
In quel periodo la Donna è preferibilmente una casalinga, deve fare figli e cucinare per il marito; al massimo, se proprio vuole lavorare, la carriera accettata per una signorina per bene è
l’infermiera o la segretaria.

Ed invece Amelia è una bambina vivace, un vero maschiaccio, si arrampica sugli alberi, va a caccia di topi con il calibro 22 del padre.

Ed è proprio il padre che, a 23 anni la porta in un raduno aeronautico a Long Beach.
Qui sale per la prima volta su un aereo.
Qui capisce che quello è il suo sogno.

Comincia a prendere lezioni di volo ed in meno di un anno acquista il suo primo biplano.

Un promeriggio di aprile, siamo nel 1928 Amelia riceve una telefonata. “Sono troppo occupata per rispondere!”; l’interlocutore insiste, vuole proprio parlare con lei, è una cosa importante.
Amelia cede. “Ti piacerebbe essere la prima donna a trasvolare l’Atlantico?” le chiede la voce dall’altra parte del filo. All’inizio pensa sia uno scherzo, un brutto scherzo. Ma dall’altra parte c’è il capitano Hilton H. Railey, um uomo da prendere sul serio.

Sa che è un’occasione, la sua occasione.
Dopo lunghi preparativi ed alcuni posticipi causa maltempo, la squadra parte. Il volo è Teranova – Burry Port (Galles); impiegano 21 ore.
Quelle 21 ore fanno di Amelia un’eroina, il suo nome fa il giro del mondo ed il Presidente Coolidge si congratula personalmente con lei e la invita come ospite d’onore alla Casa Bianca per festeggiare l’evento.

E poi è l’Amore, con George Putnam che entra nella sua vita, dapprima un amico, poi, nel 1931, suo marito.
Insieme lavorano e condividono la passione per il volo, insieme si pianificano il prossimo progetto di Amelia: la circumnavigazione del globo.

Amelia Earhart 2E’ il 1 giugno 37, sono in due, Amelia Earhart e Fred Noonan, ex responsabile di addestramento dei navigatori della Pan Am.
Partono da Miami, fanno scalo in Sud America, Africa, India ed Asia.

Sono in Nuova Guinea il 29 giugno.

Il 2 luglio, a mezzanotte, decollano da Lae diretti a Howland.

  • Alle 7.42, l’Itasca, il cutter incaricato di guidare Amelia fino all’isola, riceve questo messaggio:

« Dovremmo essere sopra di voi, ma non riusciamo a vedervi — ma il carburante si sta esaurendo. Non siamo riusciti a raggiungervi via radio. Stiamo volando a 1.000 piedi “

  • Alle 7.58 Amelia ripete il messaggio, non riesce a sentire l’Itasca,

inviateci messaggi vocali per tentare di trovare la posizione”;

il cutter risponde con dei segnali Morse che non sono di aiuto.

  • Alle 8.43 l’ultimo messaggio:

«Siamo sulla linea 157 337. Ripeteremo questo messaggio. Ripeteremo questo messaggio a 6210 kHz. Attendete»

Poi alcuni segnali disturbati.

Poi più nulla.

Il mondo è con il fiato sospeso, si attivano per le ricerche la Marina Statunitense, aerei da ricognizione, due navi giapponesi. Tutti cercano Amelia.

E tutti la cercano ancora.

Dalle 8.43 di quel 2 luglio 1937 di lei e Noolan non si seppe più niente.
Sono state fatte tante ipotesi più o meno fantasiose.

Amelia Earhart 3Di lei ci rimane la forza di una Donna che ha saputo superare le convinzioni del suo tempo, una pioniera nel campo dell’aviazione che ha saputo cogliere l’occasione che le è stata offerta e, nonostante le mille difficoltà tecniche, economiche e sociali, è rimasta in contatto con i suoi sogni.
L’unica cosa che ha potuto fermarla è stato il Fato, e neanche quello, a dar retta ad alcuni teorici del complotto che la vogliono tornata negli USA sotto falso nome dopo essere stata spia in Giappone oppure rapita dagli alieni…


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