Stefano Denna

STORIE DI SUCCESSO: SIMONE

SIMONE

Bologna

Ciao a tutti mi chiamo Simone, ho 24 anni e suono il clarinetto da quando ne avevo 7.
Sono cresciuto in un paesino nel meraviglioso Parco del Cilento in provincia di Salerno e vivo a Parma da sei anni. Qualche mese fa sono stato invitato, insieme a mio fratello, a partecipare ad una serata di presentazione del programma Fly a Bologna.
In realtà oltre a conoscere le modalità e lo svolgimento del programma a cui mi sarei iscritto ho avuto la possibilità di interagire con Stefano, che conduceva la presentazione. 

A volte le domande più semplici sono quelle più disarmanti.

Stefano mi ha chiesto a bruciapelo "Qual è il tuo obiettivo?".

Confesso di aver avuto difficoltà a rispondere in una maniera chiara come chiara era la domanda.

Ho preso atto che non avevo ben presente il percorso che volevo intraprendere e dove volevo arrivare.
Tendevo a studiare in maniera un po' meccanica e trovavo soddisfazione nell'approvazione che chi mi stava vicino dava al mio impegno. Probabilmente ero vittima dell'incapacità di guardare in maniera più profonda l'universo musicale in cui ero immerso.
Suonare per me non era comunicare, aprirmi all'esterno, essere il tramite di un linguaggio che parla all'interiorità del pubblico bensì era la via per essere il migliore e godere dei frutti più superficiali che l'ammirazione e la notorietà consentono di ottenere. 

Il prezzo di tutto ciò era stress e tensione.

Soprattutto ero intrappolato nell'idea che io, Simone, non giocassi, né potessi giocare alcun ruolo nella costruzione della mia personalità e del mio destino professionale. Le valutazioni positive delle giurie erano l'unico criterio in grado di misurare la mia soddisfazione.
Migliorare, affinare lo stile e il suono sono imperativi a cui non sono arrivato gradualmente, piuttosto un interruttore che all'improvviso si è posizionato su ON. All'improvviso ho capito che essere un vettore di suoni, di emozioni imponeva una responsabilità.
Sono riuscito a vedermi come oggetto dell'attenzione altrui per cui il lavoro da fare e i miglioramenti da perseguire hanno trovato una ragione nel rispetto che dovevo a chi ama la musica.
La vanità e il narcisismo mi sono retrospettivamente apparsi come la trappola in cui mi ero cacciato.
Osservando alle mie spalle, ho riconosciuto che avevo imboccato un sentiero sbagliato. Tutto qua!
Adesso ho maturato invece una capacità critica che mi rende capace di una visione:

quello che voglio non è solleticare il mio ego, ma dire qualcosa e dirlo bene con la musica.

Oggi provo a vedermi dal di fuori e provo a vedere non l'esecutore proiettato solo alla carriera e ai riflettori. Altro mi interessa e cioè il dialogo profondo stabilito con le persone attraverso la condivisione emotiva che la musica offre...
Ho provato a rendere vitali le indicazioni frutto degli incontri del Fly e credo di aver ottenuto risultati importanti.
In particolare all'audizione dell'Orchestra L. Cherubini diretta da Riccardo Muti.

Mi sono presentato con una serenità d'animo e una sicurezza che mi erano estranee prima di frequentare il FLY.

Fondamentale per la vittoria è stato l'utilizzo della tecnica della "Visualizzazione". Infatti per un musicista come me "visualizzare" l'esecuzione in tutti i suoi dettagli consente di controllare ogni minimo aspetto. Suonare all'audizione si è rivelato nient'altro che il naturale completamento del processo già in atto nella mia mente.
Il Fly mi ha dato un approccio meno istintivo: ora sono in grado di focalizzare ciò che veramente ritengo essere irrinunciabile.
Spero che questa mia esperienza possa essere d'ispirazione a tutte quelle persone che come me, possono essere tutt'uno con la loro passione, senza farsi fregare dal bisogno di approvazione.

Simone

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